Come fossero alleati, non amici o parenti o vicini di casa, alleati, legati, allegati, vincolati tenuti insieme da un legame sotterraneo come la roccia tiene unite le isole di un arcipelago che affiorano, punte di un substrato comune e invisibile, una delle più persistenti è una passeggiata dietro casa, perlustro i dintorni, mi piace usare il termine esploro, esploro la zona intorno al nuovo centro, la mia casa, esco a piedi e prendo a destra o a sinistra, attraverso la strada, sono in un quartiere popolare, in periferia, al di là della strada il fiume, il Manzanarre che non si vede dietro gli alti argini di cemento, se prendo a sinistra arrivo nel bar che ho scelto per la colazione. Attenzione, questo è un punto fondamentale della mia persistenza, resistenza, esistenza. Il bar della colazione o meglio del caffè, in Italia prendo solo caffè. A Madrid cortado e tostada. Il bar è piccolo, chiassoso, affollato, la cassiera è grassa e rubiconda le si leggono i segni della goduta e rumorosa notte fra le braccia del marito nel letto coniugale guardandole la bocca arrivano gli echi delle sue urla soffocate dalla mano di lui che ridendo le dice di far piano che sentono i vicini che stanno peraltro facendo la stessa cosa, Madrid è piena di gente che scopa a tutte le ore del giorno e della notte, me ne sono accorto quando ho iniziato a pensare in spagnolo, una certa rigidità italiana data dall’abitudine ad un’estetica che tende al raffinato ci taglia fuori dall’animale, quello che riaffiora presente e diretto nei dialetti, pero cuando empieza tambien a pensar en castillano, pues el mundo se transforma, esta mas vivo, mas animal, mas ‘fisico’, en el sentido mas autentico y bueno de la palabra, estas parte de un mundo echo de mmateria que se ama y se mezcla e quiere mezclase, y quiere mas y mas y mas. Così anche la barista è felice di vivere e lo dimostra sorridendo, dicevo attenzione, è un punto fermo e fondamentale per me: il primo caffè della giornata non può essermi offerto da un uomo, ormai è chiara l’analogia fra il bar e la mamma, sentimento che hanno ben esplorate le schiere di uomini che la sera o il pomeriggio si ritrovano al bar senz’altro da fare che “stare” che persistere, vivere in quiete, parlando, giocando, facendo scorrere il tempo dentro un contenitore che è quello più simile in assoluto al ventre materno, un luogo caldo, nutriente, amichevole.


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