Sento resistenza, ci dev’essere un intoppo, o forse le fonti si stanno esaurendo, qualcosa non va per il verso giusto e probabilmente è la coscienza critica che si è messa in mezzo e ha cominciato a dare sentenze tipo queste sono memorie, confessioni e quindi tali devono continuare a essere e lo stile, la coerenza, l’intelligibilità del testo, la considerazione del lettore, la zia pina e sua sorella, la rana e la fava e il diavolo che fa le pentole e non i copechi e dai una maschera all’uomo e ti dirà la verità, dai uno specchio ad una donna e te lo romperà in testa. Ho cominciato a fare domande, ecco il guaio, a mettermi problemi, ad avere dubbi, qualche giorno fa ho aperto un libro di un autore portoghese che in italiano suona ‘in culo al mondo’, bravissimo, stile, immagini, e ho pensato che la mia scrittura è ben lontana da quella densità, io sono lontano dalla capacità, insomma dubbi, problematiche, incertezze, che stia frequentando troppo le femmine? Non scherzo, ieri davanti ad uno sceneggiato televisivo credo di aver raggiunto una saturazione. Basta. Prima di dormire sto leggendo La maga delle Spezie di un’autrice Bengalese, pieno zeppo, ricolmo di una profonda sensibilità ma squisitamente femminile, che alla fine a me, maschio, risulta noiosa, inconcludente, inconsistente, ho una quantità di amiche che, dopo avermi consultato un paio di volte, mi hanno eletto a consigliere di fiducia, chennoia tutte quelle storie a base di maschi che non capiscono o se ne fregano e che incredibile cosa è il modo di procedere del cervello di una donna visto dalla mia prospettiva maschile, sembra che la ‘semplicità’ sia vietata, anzi, non pertinente, se lui fa un gesto, quel gesto non è mai, ma dico MAI un semplice gesto, vuole dire qualche cosa, SEMPRE. Ma mie care, non è così, noi maschi siamo semplici, evidenti, i nostri gesti sono quelli e Basta, un caffè è un caffè, non un modo per dire qualcos’altro, non ci arriviamo a qualcos’altro, vogliamo un caffè, e basta. Saturo, sono saturo del modo di fare femminile. Basta. Ogni minuzia viene presa, esaminata, rigirata, ipotizzata, scandagliata, sviscerata. Per ore! Ore intere passate a chiedersi Ma cosa avrà voluto dire con quella parola? Ma come cazzo si fa? Capisco i secoli di abitudine, la necessità, eccetera. Basta però, adesso. Due donne messe insieme sono capaci di parlare per ore di una minuzia con reciproca soddisfazione senza arrivare da nessuna parte, per il puro piacere di passare il tempo, evidentemente, passare il tempo parlando, bla bla bla, bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla. Bla bla bla bla bla bla! Bla? bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla!! bla bla bla bla bla bla bla bla bla, bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla, bla bla bla? Bla bla bla bla, bla, bla, bla, bla, bla bla bla. Bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla... E il giorno dopo, uguale. La stessa minuzia, le stesse argomentazioni: bla bla bla, bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla. Bla bla bla bla bla bla! Bla? bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla!! bla bla bla bla bla bla bla bla bla, bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla, bla bla bla? Bla bla bla bla, bla, bla, bla, bla, bla bla bla. Bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla....bl...bla.....
Che meraviglia la conversazione maschile:
- Ci prendiamo un caffè?
- Sì.