Il suono è quello delle slotmachine, sempre in azione con la signora e il pensionato davanti che muovono la manovella e gli danno pesos da mangiare come fossero piccioni e ogni tanto, ma tanto, uno scrosciare festoso e lui rivomita fuori quello che gli avevano messo dentro negli ultimi due giorni tenendosi il resto. Bar Badajoz dietro la Gran Via, piccolo, ma veramente piccolo, l’oste credo sia basco, Josè mi porta lì fra le tortillas e le tapas sul bancone - Esto es mi bar! - dopo un passaggio alla Champaneria tutta bianca poco lontano quella sera che facemmo il giro dei locali, la Champañeria affollatissima dove servono solo Champagne, dietro il banco un'antica fiamma di Josè, una bella donna mora, calda, sorridente, generosa con due seni enormi sotto la maglietta nera, si parlano da antichi amanti, dopo averla raggiunta tagliando a fatica la folla vociante, le coppe si alzano, si uniscono, oltre le teste l’atmosfera ha il tono caldo e brillante dello Champagne d’oro.