Rimasi stupito di fronte al sesso di N*lia, liscio, perfetto, inviolato, qualcosa di mai usato, appena tolto dal cellophan, puro, tanto che lo disegnavo nei sottobicchieri di cartoncino quadrato e poroso che ogni cameriere metteva sul tavolino quanto ti portava la cerveza, poche linee, quasi un Fontana, esatto, aveva un Fontana fra le gambe, ecco cos’era, arrivava direttamente nella camera dell’appartamento che avevamo affittato mentre, appena sveglio a metà pomeriggio, facevo la candela yoga sul letto per far affluire il sangue al cervello e iniziare a ricordare chi ero, cosa ci facevo lì e che tra poco sarebbe arrivata lei, senza nessuna altra fatica da parte mia, cosa si più volere di più dalla vita? Apriva la porta discretamente, mi guardava dritto sul letto coi piedi verso il soffitto, sorrideva, veniva verso di me con quei vestitini leggeri che mi fanno impazzire specialmente se si appoggiano a proteggere grandi seni tondi orgoglio della casa, madre e tre sorelle avevano quello nello stemma di famiglia probabilmente, come i Medici avevano le 5 palle, loro avevano le due tette, tonde, sode, piene, dure e rivolte al cielo a ringraziarlo della benevolenza accordata non tanto a loro, quanto a chi di quello avrebbe poi goduto, come me, per esempio, che me le ritrovavo appena sveglio di fianco senza alcun merito e quindi ancor più in dovere di onorarle. Un giorno le chiesi di farmi vedere come faceva da sola e allora capii perché le piaceva starmi sopra, prese un cuscino, l’avvolse fra le cosce come fosse un piccolo cavallo, un pony, o un delfino e cominciò a far scivolare il Fontana avanti e indietro, lentamente, costantemente, immersa e deliziata da quel movimento ritmico che riassumeva la costante dell’universo, il ritmo, compresa e dissolta nel calore che salendo le inarcava la schiena, le portava la testa verso il cielo e infine si disperdeva nell’aria elettrizzandole i capelli che le diventavano ancor più ricci, vaporosi e brillanti mentre il suo godimento si trasmetteva all’aria della stanza e a me che vi ero immerso, deliziandomi e lasciandomi meravigliato e grato alla vita.

 

 

   

 

 

 

 

 


 
   
 
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