Decine di giorni che tengo sommersa, meglio, prescindo dalla possibilità di salita verso di me che questa scrittura mi offre, la scusa è quella degli impegni, imprescindibili impegni che rivelano maldestramente la loro misera natura di maschere del diavolo, colui che impedisce, assillandoci quotidianamente ci impediscono di portare a termine l’unico vero impegno, quello di sviluppare noi stessi, meglio che parli per me, quale impegno, necessità, ragione, senso esiste se non quello di crescere? Sviluppare la personale natura, incontrando il proprio Daimon direbbe Hillmann, ingannando il diavolo che ci svia, ci fa perdere, nei due (almeno) sensi: lasciamo la strada dello sviluppo (i fortunati che l’hanno trovata) perdendoci in miriadi di sentierini che ci paiono strade maestre consolidate solo perché percorse dalla maggioranza dei dannati; ci fa perdere la partita, il gioco, la vita.