Il bar dove ci fermavamo verso le sei del mattino dopo la noche de feria per la dose di churro e chocolate era appena prima della strada che si alzava serpeggiando per le colline nude verso la venta ‘Las Maravillas’. Appoggiata di fianco ad una strada che spariva verso l’interno, era una casa con un pergolato, uno spiazzo con un paio di altalene, tavolini fuori, ti sedevi, il cameriere, che chiamavamo il Tenente per la sua somiglianza molto lontana col tenente Colombo, ti srotolava una tovaglia di carta sul tavolo, la fissava e potevi iniziare a ordinare, il Tenente prendeva nota e spariva, la venta non era niente di speciale, o meglio, era proprio quello che ci piaceva, era un posto dove non vedevi un turista, completamente fuori dalle rotte, frequentata solo dal popolo malagueno e dintorni, dove potevi vedere l’Andalusia da dietro la cartolina. Ma sto divagando, sto facendo il piero angela, la verità è che quella strada che serpeggia verso l’alto di fianco alla città, quasi nascosta, discreta, una strada dove non si capita per caso, bisogna cercarla e conoscerla, è riuscita silenziosamente a creare un doppio nella mia anima, e ora capisco che il punto cruciale, il luogo spazio-temporale in cui avviene il passaggio, il punto che segna un prima e un dopo è esattamente quello in cui si inizia a salire, dal piano alla salita, il momento del decollo, quando si è in aereo, il momento in cui l’auto ha appena affrontato la salita, il momento in cui, camminando si sente che si sta salendo. Lì avviene il cambio di dimensione e l’anima ci si affeziona perché è dentro di lei che si entra.

 

 

   

 
   
 
esplodo@esplodo.net
COPYLEFT: la riproduzione dei materiali presenti in questo sito è libera e fa bene, citando la fonte: www.esplodo.net