|
|
Infatti, a Cordova (mi accorgo di avere riprodotto non la grafia corretta ma quella parlata, dove la v esce volentieri come b, credo ci siano ragioni fisiologiche nei dialetti e nelle parlate, ragioni distillate dal clima, dalle abitudini dei popoli, ma in definitiva, dalla geografia, provate a stare a quaranta gradi tutto il giorno, necessariamente inizierete ad applicare il principio della minor fatica, meno spostate il corpo e meno soffrite, applicate questo principio all’atto del parlare, et voilà (non me ne vogliano i francesi, non conosco la loro lingua) ecco servita la base per sviluppare l’apprendimento delle lingue latine, specialmente del modo di parlare comune, quello dal quale, sia sempre molto chiaro, deriva la lingua poi sbandierata dai grammatici (i pedanti, li chiamava Giordano) come pura, ma pura de che? Da cosa? La controprova: siamo in quella che ora è la Germania, il cielo è fosco, fa un freddo porco, vi battono i denti, avete bisogno di scaldarvi, avete due vie di base: uno, riempirvi di birra, due, muovervi, applicate il principio e vi verrà fuori una lingua in cui aprirete la bocca, muoverete i muscoli della faccia e, avvertendo i secoli del vostro popolo che chiamava ‘la terra promessa’ la nostra Italia, sarete sempre sul piede di guerra anche quando accarezzate vostro figlio. E’ curioso come i concetti, quando espressi in maniera ironica e popolare come ho fatto fin’ora risultino poco più di uno scherzo e quando invece, trasmessi con il linguaggio della scienza diventino materia di seria riflessione. Chi trasmette deve necessariamente fare appello all’intuizione di chi riceve)…
|
|
|
|
|